Una rivista sull’impresa sociale?
8 commenti 2 febbraio 2012

Il tema è in discussione ormai da tempo all’interno del Comitato di gestione di Iris Network. C’è spazio oggi per proporre una nuova rivista italiana sull’impresa sociale? Le posizioni sono diverse ma occorrerà trovare una sintesi. Ci sono questioni che toccano da vicino le modalità di divulgazione della produzione scientifica, oggi sempre più specializzata e di standing internazionale. Questa tendenza è certamente da salutare con favore perché significa che la ricerca che si fa nell’ambito dell’imprenditoria sociale è sempre meno di nicchia e sempre più tesa a influenzare la produzione mainstream nei diversi ambiti disciplinari (economia, sociologia, diritto, ecc.). D’altro canto c’è il rischio che si crei un divario tra ricerca e addetti ai lavori (imprenditori sociali, consulenti, finanziatori, policy maker, ecc.) proprio a causa dell’eccessiva specializzazione, della barriera linguistica, della difficoltà a rintracciare e accedere ai contenuti. Per non parlare poi del crescente numero di analisi e riflessioni elaborate a livello internazionale e che, più o meno per le stesse ragioni, rischiano di non essere “intercettate” dal contesto italiano. Il dibattito è aperto. Sì o no alla nuova rivista? E se sì quali contenuti, formato, modalità di gestione? I suggerimenti e i consigli dei lettori di questo blog saranno benvenuti.

commenti
03/02/2012 12:43 Angela Ortese
Seguo da un po' questo blog, come molti altri - proprio perché il blog ha un formato agile, si possono lasciare commenti, interagire. Anzi mi sembra che sia proprio il formato migliore per gli studi sul sociale: si crea una rete sempre attiva, in tempo reale. Non vorrei che lanciare una rivista non andasse poi a sostituire questo tipo di comunicazione - coprendosi di una veste accademica, che oscuri i reali obiettivi degli studi sociali. Angela Ortese
03/02/2012 12:53 Flaviano Zandonai
In effetti il rischio può esserci. Per ovviarlo (o almeno attenuarlo) vorremmo creare un link (di contenuti oltre che ipertestuale) tra blog e rivista, in modo il primo possa rilanciare i temi approfonditi dalla seconda, alimentando così un dibattito ad ampio raggio. Il tutto, naturalmente, facendo in modo che i due media facciano ciascuno il proprio mestiere, senza pestarsi i piedi. Grazie!
03/02/2012 14:54 silvia
A me piacerebbe che ci fosse una rivista di questo tipo. Rispetto al formato io leggerei volentieri una rivista di 100/150 pagine con arrivo trimestrale.Una rivista mensile sarebbe troppo incalzante e se ha poche uscite ci si dimentica che deve arrivare.. Rispetto ai contenuti mi piacerebbe leggere 2 filoni: -Attualità divisa ad esempio in legislazione, eventi polici che riguardano il terzo settore, convegni importanti, cosa pensa l'Europa e la Comunità Internazionale.Questa parte la vivrei anche come opportunità per creare una sorta di archivio storico nel tempo per chi la possiede. -pensiero teorico qua leggerei volentieri tutto ciò che viene dalla ricerca e eventuali chiavi di lettura teorici dei fatti che succedono. E poi sarebbe bello trovare anche dei contributi filosofici sul senso dell'impresa sociale. Non mi piacerebbe invece riceve un volumetto monotematico e che il tema del fund raising prenda troppo spazio. Rispetto ai destinatari non so se la immagino strettamente per addetti ai lavori (operatori e ricercatori) o se la vedo rivolta a tutta la cittadinanza interessata al tema. Per questo dovrei pensarci ancora un po'. Comunque se la rivista parte io mi abbono sicuramente! A presto e buon lavoro! Silvia
03/02/2012 15:30 Paolo
La mia proposta è questa: un mix tra "Internazionale", "Jeod" (www.jeodonline.com) e la vecchia rivista Impresa Sociale. Obiettivo: numeri monografici, fatti non solo da articoli nuovi ma anche da articoli ripresi da riviste internazionali, il tutto rigorosamente on-line e open. E se anche non avrà uno stanidng scientifico certificato poco importa; forse si potrebbe ovviare alla cosa inserendo una rubrica che suoni un pò come "dalla teoria alla pratica", qualche esempio di best practices che dia conferma "sul campo" di quanto scritto negli articoli più "scientifici" o teorici. Una rivista così credo che andrebbe a ruba sia nei percorsi di formazione che tra i practitioner, ma sono sicuro che anche qualche buon ricercatore la considererebbe fonte preziosa di visibilità e raccolta informazioni... Per finire permettetemi di dire che una rivista di questo tipo potrebbe essere congeniale alla gestione da parte di molteplici autori-attori, come appunto un network quale IRIS in fondo è. Lunga vita alle riviste dunque!
03/02/2012 16:44 Flaviano Zandonai
Grazie per i tuoi suggerimenti Silvia, sia per i contenuti (contenuti teorici e di policy ad ampio raggio) che per il formato (paginazione, cadenza, ecc.). Vedremo di tenerne conto.
03/02/2012 16:45 Flaviano Zandonai
Si sta aprendo un interessante dibattito: monografico sì, monografico no. Certamente le case histories dovrebbero rappresentare una parte importante, non tanto per controbilanciare i pezzi più "teorici" ma come elemento conoscitivo in sé. Grazie.
07/02/2012 15:26 Francesca
Sì alla rivista e che coniughi esperienza italiana e internazionale, un approccio teorico, di ricerca e cultura, ma anche operativo, strategico e pratico. Non solo di best practices, ma anche di start up, di innovazione, di stimolo, di idee. Una rivista che sia essa stessa esempio di impresa sociale. Perché no? Rivista mi fa pensare a qualcosa di patinato, di elegante, di autorevole, di raffinato, di approfondimento. Così, purché non perda quell'idea di "laboratorio" e cantiere" che resta, mai sminuendola, anzi, l'anima originaria dell'impresa sociale, che, per me, non può mai perdere di vista il fatto di essere "social". Il grafico avrà di che sbizzarrirsi. Un'agenda di bordo, insomma, con un capitano che tenga d'occhio la costa. Infine, la "carta" non toglierà mai nulla all'elettronico. E viceversa. Sono "mezzi" che si integrano, mappe e linguaggi diversi, velocità diverse, scandagli diversi. Buon lavoro
08/02/2012 21:52 Flaviano Zandonai
Grazie per i suggerimenti. Preziosi e graditi.