La retorica dell’innovazione sociale
0 commenti 29 novembre 2013

Potrebbe, ci auguriamo, aprire un ampio dibattito il saggio scritto per Impresa Sociale da Maurizio Busacca (ricercatore a Cà Foscari) sulla retorica dell’innovazione sociale. Non tanto per la vis polemica che sembra trasparire dal titolo, ma per le argomentazioni proposte. Lungi dal concentrarsi esclusivamente su elementi definitori – anche se una definizione, in parte inedita, c’è – l’autore punta piuttosto su una più impegnativa (e interessante) analisi della formazione della struttura concettuale dell’innovazione sociale, evidenziandone due elementi critici. Il primo è che si tratta di un concetto astorico, tutto declinato al presente. Il secondo è il carattere acritico che pervade pensiero e realizzazioni dell’innovazione sociale, in quanto sembrano scaturirne solo effetti positivi. Il contributo di Busacca, invece, mette in luce le profonde radici storiche dell’innovazione sociale, anche per quanto ne riguarda la sua teorizzazione, retrodatando il concetto, guarda caso, in prossimità della rivoluzione industriale e della nascita dei primi fenomeni di aggregazione sociale, anche attraverso le forme mutualistiche e cooperative. Inoltre, nella parte finale, l’autore propone di considerare la dimensione del conflitto come parte integrante dei processi di innovazione sociale, perché altrimenti il rischio è che si trasformi in un innoquo sistema di regolazione dello staus quo, perdendo quella vis trasformativa che nelle intenzioni di molti ricercatori – e soprattutto degli attivisti – rappresenta l’elemento centrale di senso dell’innovazione sociale.

E in relazione alla dimensione concettuale, forse non si allontana molto dal trend della Young Foundation, che – come riportato ieri su Vita – si sta interrogando più su una disruptive innovation, qualche driver di cambiamento sociale…

Buona lettura!

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