Wilco e i suoi fratelli FP7
0 commenti 7 marzo 2014

Hanno nomi curiosi – Wilco, Tepsie, Efeseiis, Benisi, Transition – e almeno due cose in comune. La prima è che si tratta di progetti di ricerca europei finanziati nell’ambito della stessa linea (il settimo programma quadro). La seconda è che trattano tematiche legate all’innovazione sociale e che spesso chiamano in causa, direttamente o indirettamente, l’impresa a finalità sociale o comunque settori di attività in cui queste organizzazioni sono molto attive.

Ha fatto apripista Wilco, un progetto FP7 che ha indagato gli elementi di innovazione che caratterizzano i sistemi di welfare locale, ovvero l’ecosistema più rilevante per buona parte dell’imprenditoria sociale. A seguire Tepsie che approfondisce, in modo più esplicito, i fondamenti teorici, empirici e di policy dell’innovazione sociale in ambito europeo. Più recenti, invece, Benisi, Efeseiis e Transition. Il primo agisce sul tema, cruciale, della scalabilità dell’innovazione sociale, proponendosi l’obiettivo di individuarne e accompagnare 300 iniziative in tutta Europa. Il secondo si concentra sul ciclo di sviluppo dell’imprenditorialità sociale nelle sue fasi critiche: avvio, sviluppo ed efficacia nel rispondere alle “societal challenges” più rilevanti. Il terzo, ultimo a partire in ordine di tempo, è, per certi versi, concorrente di Benisi perché si propone di scalare iniziative di innovazione e imprenditoria sociale puntando però in modo più esplicito sul ruolo delle strutture di incubazione. Transition verrà presentato la prossima settimana a Milano presso Make a cube, l’incubatore del nostro socio Avanzi.

Progetti da monitorare quindi, magari arricchendo la lista. Perché queste iniziative svolgono un ruolo pionieristico. In primo luogo tentano di rimettere in linea la ricerca con le esperienze e le politiche di innovazione, con queste ultime che sono spesso molto più avanti rispetto a schemi interpretativi che faticano a catturare il “quid” dell’innovazione sociale (posto che esista). In secondo luogo sono progettualità pioniere nel senso che aprono la strada al nuovo settennio di programmazione dei fondi europei. Una fase in cui la dimensione della ricerca e quella applicativa saranno sempre più chiamate a dialogare in un’ottica di “impact” che riguarda la rilevanza della conoscenza per l’attivazione e il sostegno a progetti di innovazione. In parole povere Wilco e i suoi fratelli faranno da apripista ai fondi Horizon 2020, ma anche rispetto ad altre linee di finanziamento dedicate a sperimentazione e sviluppo come i Easi (che attendiamo con impazienza).

Ultima nota: a far la differenza più che l’idea è il network che deve essere ampio e diversificato. Una nota importante per enti di ricerca che nel corso degli anni si sono concentrati molto sulla specializzazione, ma forse non abbastanza sulla contaminazione. E che quindi non sono protagonisti di queste nuove ed interessanti progettualità.

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