#wis14: I dati sull’impresa sociale sfidano la riforma Renzi sul terzo settore
0 commenti 29 settembre 2014

150 mila imprese pronte per l’impact investing

Riva del Garda (TN), 19 settembre 2014 – Erano oltre 520 gli imprenditori sociali che si sono dati appuntamento a Riva del Garda, in Trentino, per la dodicesima edizione del Workshop sull’impresa sociale di Iris Network dedicato a tutte quelle imprese che individuano in beni e servizi di utilità sociale la loro produzione e nell’interesse generale della comunità la loro missione.

Una popolazione di imprese che, a prima vista, sembra esigua. Secondo i dati Iris Network sono solo 774 le organizzazioni private che hanno assunto il brand di impresa sociale previsto da una normativa (d.lgs n. 155/06) che, come ha sottolineato il sottosegretario Luigi Bobba intervenuto nella sessione finale del Workshop, “non si può dire che sia fallita, perché in realtà non è mai decollata”. Ma allargando lo sguardo oltre “le colonne d’ercole della legge” – come ha invitato a fare il segretario di Iris Network Flaviano Zandonai – si evidenzia un potenziale tutt’altro che trascurabile. Ad iniziare dalle oltre 12 mila cooperative sociali – il modello storico di impresa sociale – alle quali si possono aggiungere altre 80 mila organizzazioni nonprofit (associazioni, fondazioni, organizzazioni di volontariato) market oriented e 61 mila imprese che pur essendo for profit operano comunque in settore a valore aggiunto sociale: sanità, assistenza, cultura, ambiente, ecc.

Sono questi i veri dati dell’impresa sociale, quelli che sfidano il Governo ad approvare in fretta e bene la riforma della normativa sull’impresa sociale e sul terzo settore. La nuova legge dovrebbe infatti far emerge un più ampio e variegato ecosistema di impresa sociale capace di intercettare in modo mirato e competente le notevoli risorse finanziarie che si stanno accumulando grazie ai nuovi fondi della Comunità Europea e soprattutto grazie alle risorse private dedicate all’impact investing, la finanza ad impatto sociale di cui si è occupata anche la task force del G7 che, anche in Italia, ha recentemente presentato il suo rapporto.

“Non credo che la finanza in sé possa determinare lo sviluppo dell’impresa sociale – ha dichiarato il presidente di Iris Network Carlo Borzagase al contempo non cresce una domanda di risorse strategicamente orientata da parte delle imprese sociali. Dipenderà molto dalla loro propensione all’investimento e dalla disponibilità di servizi di consulenza e di accompagnamento in grado di colmare l’attuale gap tra domanda e offerta”.

Tra le varie attività del Workshop anche la cerimonia di premiazione del concorso “A new sociale wave II: rigenerare innovazione sociale, promosso da Iris Network in partnership con Fondazione Italiana Accenture sulla piattaforma digitale per l’innovazione sociale ideaTRE60. Tra le oltre 40 proposte in gara presentate da imprese, istituzioni e organizzazioni non profit, il concorso ha premiato la nuova idea di impresa sociale ritenuta più innovativa. OrtiAlti – una startup di STUDIO999 (Torino) per la costruzione e la gestione sociale di orti pensili – è il vincitore del concorso. “Premiare una nuova idea di impresa sociale che ha saputo coniugare concretezza, innovazione e impatto sociale è un fatto rilevante per poter arricchire l’ecosistema di una nuova spinta in grado di rigenerare il sistema” – dichiara Anna Puccio, Segretario Generale di Fondazione Italiana Accenture“Il progetto OrtiAlti risponde pienamente a quelli che erano gli obiettivi del concorso e offre una possibilità concreta di rafforzamento a un settore che, oggi più che mai, dimostra le sue potenzialità per far fronte a nuovi bisogni e nuovi mercati di riferimento”.

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