I finalisti dell’innovazione sociale
0 commenti 26 novembre 2015

Questa fine d’anno sembra essere proprio l’ultimo miglio delle numerose competizioni che sostengono nuove idee di innovazione sociale e culturale.

E’ di oggi la proclamazione dei 3 vincitori della European Social Innovation Competition, il concorso lanciato annualmente dalla Commissione Europea a sostegno di idee imprenditoriali innovative ad alto valore sociale. Selezionati tra 1.400 domande provenienti da oltre 40 Paesi, i vincitori hanno rappresentato il tema dell’edizione 2015 (Nuovi modi per crescere) con idee sull’invecchiamento della popolazione, l’inclusione e l’accessibilità, schiacciando l’occhio alla sharing economy. Il progetto francese Wheeliz propone una piattaforma di car-sharing attenta al tema della disabilità ed inclusione, con l’idea di mettere in rete una flotta di auto di proprietà “adattate” per disabili in carrozzina. L’irlandese Freebird Club è una piattaforma di viaggio e alloggio peer-to-peer progettata specificatamente per gli over 50. Mentre il progetto bosniaco Apiform intende rendere l’apicoltura accessibile a disabili e anziani.

Selezionati da qualche settimana i 10 finalisti della terza edizione del bando cheFare, il concorso che premia l’innovazione culturale e sociale. Le idee finaliste sembrano aver risposto agli obbiettivi con un fil rouge centrato sull’attivazione dal basso e la creazione di reti e community – più o meno formali – che possano mettere a sistema buone pratiche di rigenerazione e attivazione delle comunità. Si va dalla rigenerazione urbana partecipata di Pigmenti (laboratorio itinerante di arte pubblica e narrazione) e La piana (progetto di arte partecipata per installazioni urbane) alla produzione culturale dal basso di Tournée da Bar; dalle community formative e aggregative (Xanadu, una mediateca virtuale dedicata al mondo degli adolescenti, e Baumhaus, una rete per socializzare e sperimentare le culture urbane e le nuove tecnologie) al crowdfunding di territorio con Officina Fundraising (un laboratorio permanente dedicato alla cultura del dono e al fundraising); dall’attenzione ad una cittadinanza attiva con Assessorato alle piccole cose (un’impresa culturale “senza centro” che mette in rete co-working, makers e cittadini) alla La scuola open source (che propone un centro dedicato all’innovazione sociale e tecnologica per i giovani). Per finire con un eco all’economia collaborativa – o quanto meno dello scambio – con MyHomeGallery (una specie di “gnammo” delle opere d’arte) e Italia che cambia, un progetto editoriale online per raccontare le realtà virtuose del Paese. Appuntamento per il 16 dicembre per la proclamazione dei 3 vincitori.

In fase finale anche i 10 finalisti del concorso Edison Pulse, il premio dedicato a iniziative di sviluppo imprenditoriale e sociale innovative e capaci di generare valore sul territorio. La proclamazione dei vincitori avverrà il 1 dicembre a Milano. In finale per la categoria Sviluppo del Territorio: una serra che diventa luogo di inclusione sociale intersecando la funzione di orto di quartiere con attività didattiche, un sistema di bike-sharing senza stazioni, un progetto che contrasta lo spreco alimentare favorendo la microeconomia di quartiere, Orange Fiber che ri-usa gli scarti delle arance per produrre fibre tessili ed energia, un’app per la gestione dei parcheggi di casa lasciati inutilizzati durante vacanze e orario di lavoro. In finale per la categoria Energia: un progetto per generare energia elettrica nei porti grazie al moto ondoso, un sistema di quantificazione dell’evoluzione della neve e delle portate d’acqua dei fiumi, una smart grid alimentata da fonti rinnovabili per l’isola di Pantelleria, una ricerca volta a produrre energia eolica in ambienti urbani.

Sono invece in fase di attivazione progettuale – con un periodo di incubazione che si chiuderà a fine mese – i 6 vincitori del bando Culturability, il premio di Fondazione Unipolis per l’innovazione culturale e sociale. La seconda edizione del bando è stata dedicata a progetti attenti al recupero di spazi urbani abbandonati e degradati, creando occasioni di rigenerazione urbana e sviluppo locale. I vincitori si sono presentati la scorsa settimana in un evento al Mibact, alla presenza del ministro Dario Franceschini, illustrando iniziative concrete che riusano mercati abbandonati, valorizzano il mix sociale delle scuole di periferia e promuovono progetti di innovazione sociale con attenzione agli immigrati o ai disabili.

In fase operativa anche i 12 vincitori del premio di Fondazione Cariplo  iC-innovazioneCulturale, il bando per sostenere idee utili, sostenibili e replicabili di innovazione culturale, in grado di generare un impatto significativo nei modi di fare, pensare, vivere e condividere cultura e valorizzare il patrimonio storico-artistico del Paese. L’accompagnamento, che si concluderà a dicembre, si sta svolgendo presso Base Milano – gli spazi rigenerati dell’ex-Ansaldo – con il sostegno di Make a Cube e Fondazione Fitzcarraldo.

Quante sono, cosa sono e dove “vanno a finire” le idee progettuali che in queste anni hanno partecipato – vincendo o arrivando in fasi avanzate di concorso – a competizioni sull’innovazione sociale? Non è immediato fare un censimento, ma non impossibile: lanciamo la sfida a chi volesse impegnarsi in un’analisi approfondita o in qualche studio di caso. Nel frattempo ricordiamo che è disponibile la banca dati open source (con più di 1.500 progetti) delle edizioni di cheFare e iC-innovazioneCulturale.

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