Benefit corporation e impresa sociale
0 commenti 24 dicembre 2015

La recente approvazione di un disegno di legge che riconosce anche in Italia la qualifica di “società benefit” – ovvero di impresa che, come recita il testo, “persegue il duplice scopo di lucro e beneficio comune” – contribuisce a riaprire il confronto sulle forme e le modalità di produzione di valore sociale oltre i confini delle istituzioni nonprofit. Al di là dell’impatto della norma – inserita nella Legge di Stabilità 2016 recentemente approvata – e dei numeri ancora esigui del fenomeno, si pone la questione di delineare il campo sociale agendo anche sul versante delle imprese di capitali che intendono superare il modello classico della responsabilità sociale d’impresa. Un’operazione di policy design complessa, perché richiede di allargare e arricchire il campo dell’imprenditoria sociale, evitando sovrapposizioni e ridondanze tra i vari modelli, ma anzi favorendo forme di collaborazione e di arricchimento reciproco al fine di incrementare la scala e l’efficacia dell’impatto sociale.

Il punto di vista di Paolo Venturi e Sara Rago (Aiccon) sulla rivista Impresa Sociale. Buona lettura!

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Atelier Castello, YellowOffice

Tutte le immagini del numero 6.2015 della rivista Impresa Sociale sono tratte da progetti realizzati dallo studio YellowOffice che ringraziamo per la collaborazione.

 

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