La ricomposizione sociale dopo la crisi: quali scenari per l’impresa sociale?
0 commenti 22 gennaio 2016

La ricomposizione sociale del Paese (e di conseguenza della domanda e della capacità di attivazione) è il presupposto fondamentale per qualsiasi politica che voglia far “sviluppo”, dell’impresa sociale e non solo. Francesco Maietta, responsabile dell’Area Politiche Sociali del Censis, propone un quadro ben definito del tema nel saggio “Composizione sociale italiana e nuovo sviluppo: scenari per un ruolo attivo dell’impresa sociale” su Impresa Sociale.

Dopo la crisi la ripresa: l’economia, la società, le istituzioni sono cambiati, anche a seguito di uno straordinario sforzo di sopravvivenza e riposizionamento. La domanda alla quale questo saggio vuole rispondere è relativa alla composizione sociale che sta attuando la strutturale transizione di questi anni: qual è l’articolazione sociale che caratterizza il nostro Paese nella fase di uscita dalla crisi? La crisi ha rilanciato una connotazione della nostra società molecolare, molto differenziata, ad alta soggettività, a basso radicamento, piena di aspettative e di obiettivi diversi, e ha reso più stringenti alcune patologie sociali, quali la precarizzazione del lavoro, la povertà e le disuguaglianze sociali. Fenomenologie reali e significative che alimentano però letture statiche della realtà sociale, come quella della terza società degli esclusi. Invece, per capire come promuovere e accompagnare un nuovo sviluppo l’attenzione va posta sui processi per intercettare eventuali nuovi protagonismi di massa, collettivi, in grado di generare una dinamica di crescita.

I nuovi protagonisti vanno da un ceto medio diverso dal recente passato, sobrio e propenso alla responsabilità individuale, ad una imprenditorialità di massa che conquista nuove frontiere, per crescere in modo più stabile o semplicemente utilizzando con astuzia soglie più basse di accesso ai processi di creazione del reddito. La nuova composizione sociale non può essere letta solo come figlia dei processi regressivi – dalle nuove povertà e disuguaglianze alla precarietà concentrata tra giovani e meno istruiti – ma si alimenta delle dinamiche virtuose di nuove imprese, anche di natura sociale, di competenze acquisite magari all’estero e rigiocate nei contesti locali o della capacità inedita di utilizzare le opportunità delle nuove tecnologie.

Buona lettura!

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Durata Lot1, YellowOffice + PIOVENEFABI

Tutte le immagini del numero 6.2015 della rivista Impresa Sociale sono tratte da progetti realizzati dallo studio YellowOffice che ringraziamo per la collaborazione.

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