Se l’impresa sociale è una leguminosa
0 commenti 31 agosto 2016

Molti sostengono che i dettagli fanno la differenza, per cui cominciamo proprio da questi: saranno i legumi il piatto forte al prossimo Workshop sull’impresa sociale. Con il nostro fornitore/partner – la cooperativa sociale Samuele di Trento – abbiamo infatti concordato un menù con ceci, fagioli, lenticchie, soia, ecc. (e non solo naturalmente). Una scelta tutt’altro che estranea al tema del workshop (equità e sostenibilità) e al suo oggetto (l’impresa sociale).

Ecco perché.

La Fao – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura – ha dichiarato il 2016 anno internazionale dei legumi, utilizzando uno slogan – “semi nutrienti per uno sviluppo sostenibile” – che ben riassume la rilevanza assunta dai modelli di produzione e consumo nell’affrontare questioni ormai indifferibili legate all’accesso a risorse nutrizionali e alla sostenibilità dei modelli di sviluppo nell’era dell'”antropocene” ben illustrata nella mostra “Estinzioni” allestita presso il Muse di Trento e nell’adiacente orto curato in collaborazioni con organizzazioni nonprofit del territorio.

Inoltre alcune caratteristiche delle leguminose possono contribuire ad aggiornare il corredo metaforico dell’impresa sociale, dopo l’ascesa (e il declino) del “campo di fragole” che fino a qualche anno fa riassumeva, sempre con un’immagine botanica, un modello di sviluppo imperniato sulla costruzione di network a supporto di un tessuto di micro imprese locali, specializzate e omogenee nella cultura e nel modello giuridico di riferimento.

Le leguminose consentono di riaggiornare il quadro.

– In primo luogo sono piante che possono essere consumate in modi e per scopi diversi. Si mangiano i semi e i baccelli, ma si ricavano anche farine e olii. Inoltre la ricchezza di proteine che caratterizza le leguminose le rende un alimento alternativo rispetto ad altri cibi – la carne – che generano un impatto negativo a livello di salute e ambiente. In questo senso si trasmette quindi l’immagine di un’organizzazione eclettica, adattabile e alternativa ai modelli dominanti.

– In secondo luogo le leguminose sono utilizzate, da sempre, per concimare e arricchire i terreni. In particolare il trifoglio – che è una leguminosa, lo sapevate? – si caratterizza per la produzione di un batterio nelle radici che aiuta a vivificare la terra. Si chiama “simbiosi mutualistica“. Un concetto preso dalla biologia (assieme ad altri, come l’ormai inflazionato “ecosistema”) che ben restituisce la capacità specifica dell’impresa sociale – più della cooperativa “tradizionale” – di interpretare il mutualismo come equilibrio e convergenza tra elementi diversi, contribuendo così a bonificare terreni che, in questo caso, sono contesti sociali ed economici.

Certo con le metafore non bisogna esagerare, facendosi prendere la mano e alimentando retoriche fini a se stesse e a volte distanti dalla realtà. Ma comunque l’impresa sociale vale pure un legume. Anche solo per un pranzo in compagnia. Al Workshop Iris Network!

Baskets with variety of  beans

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