Spazi fuori dal comune. Rigenerare, includere, innovare
0 commenti 4 marzo 2018

Pubblicato pochi mesi fa da Franco Angeli, “Spazi fuori dal comune. Rigenerare, includere, innovare” è un volume scritto da Elena Ostanel, ricercatrice presso l’Università Iuav di Venezia e dottore di ricerca in Pianificazione territoriale e politiche pubbliche del territorio.

Attraverso una ricostruzione teorica e l’analisi di diversi casi studio, il libro interpreta la rigenerazione urbana come un complesso processo sociale e di policy che deve essere capace di produrre effetti contestuali e duraturi nel tempo su spazio e società: viene prodotta rigenerazione urbana dove sono moltiplicati i diritti di uso di uno spazio per pubblici differenti e se lo spazio diventa risorsa disponibile, capace di ancorare processi di empowerment e attivazione politica.

Flaviano Zandonai recensisce il volume sulle pagine di Impresa Sociale.

[…] È un libro originale “Spazi fuori dal comune”, prima ancora che per i temi trattati, soprattutto per l’impostazione editoriale che risente della biografia dell’autrice. Elena Ostanel è una ricercatrice applicata con competenze analitiche e interpretative che derivano sia dalla letteratura scientifica – in particolare quella relativa alla rigenerazione urbana e all’innovazione sociale – sia dall’esperienza come attivista e amministratrice locale. Un profilo da “imprenditrice pubblica” che, come ricorda Elinor Ostrom, “lavora a stretto contatto con i cittadini trovando nuovi modi di mettere insieme i servizi, attraverso un mix di talenti e risorse locali”. Questa combinazione si riflette, inevitabilmente, sul piano dell’opera, dove si mescolano domande di ricerca che alimentano percorsi di indagine in fieri e, al tempo stesso, casi studio ormai maturi, ad iniziare dall’Urban Living Lab di piazza Gasparotto a Padova dove l’autrice è direttamente coinvolta. Per certi versi il libro è impostato, esso stesso, come un’innovazione sociale, in quanto ricompone, secondo schemi inediti, le relazioni che si stabiliscono tra mondi tendenzialmente separati: attori e oggetti di ricerca, modelli teorici astratti e conoscenze emergenti dove i practitioners (in particolare le comunità di pratiche) giocano un ruolo chiave. Una ricerca, quindi, che alimenta direttamente, anche in modo ambivalente, i processi che osserva, giocando un ruolo di “innesco” (trigger) in chiave di policy, come ricordato in un recente rapporto della Commissione Europea. […]

La recensione completa su Impresa Sociale.


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