La competitività è maggiore per le imprese coesive: sogno o realtà?
0 commenti 5 giugno 2018

La grande crisi finanziaria e le conseguenti crisi dell’economia reale e sociale hanno scosso la visione neoliberista che l’impresa debba mirare al solo profitto, esaltando invece il ruolo della responsabilità sociale d’impresa (RSI). Imprese più responsabili verso gli stakeholder sono ora giudicate preziose per favorire l’inclusione sociale. Ma il tradeoff tra RSI e performance d’impresa esiste? Se favorire l’inclusione sociale danneggia i risultati d’impresa, ciò sarà insostenibile. Se invece il tradeoff non esiste, la RSI farà solo bene.

A partire da dati di un’indagine Unioncamere, il saggio “La competitività è maggiore per le imprese coesive: sogno o realtà?” – da poco pubblicato sul numero 10 della rivista Impresa Sociale, a cura di Giovanni Ferri (Università di Roma LUMSA), Marco Pini, Alessandro Rinaldi (Unioncamere – Si.Camere) – indaga quel tradeoff. In particolare, anziché considerare la propensione dell’impresa all’RSI – che spesso sfugge ad una rilevazione formale, specie nel contesto italiano di imprese medio-piccole e familiari – gli autori si concentrano sul presupposto dell’RSI, ossia il grado di coesività dell’impresa. Infatti un’impresa è coesiva se ha un’alta propensione alle relazioni con gli stakeholder ed è difficile che un’impresa si preoccupi dei suoi stakeholder se non è in relazione con essi. Il risultato chiave sarà che il tradeoff ipotizzato non esiste: imprese più coesive – e quindi più orientate all’RSI – hanno performance in media migliori delle omologhe meno coesive. Dunque essere coesive non comporta penalità ma, semmai, benefici: le imprese coesive non sono un sogno – qualcosa di bello, però insostenibile – ma una realtà. La coesività dà risultati win-win: rende le imprese più utili socialmente e più competitive.

Buona lettura!

Tutte le immagini del numero 10 della rivista Impresa Sociale sono state realizzate da Dale Crosby Close

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