Reti collaborative, commons cognitivi e sense-making
0 commenti 5 giugno 2018

Reti collaborative, commons cognitivi e sense-making
Nuovi modi di usare il legame sociale per generare valore
Enzo Rullani (Università Ca’ Foscari di Venezia)
Impresa Sociale, n.10.2017

Le innovazioni disruptive che emergono dalla rivoluzione digitale in corso portano indubbiamente il segno dell’energia individualistica degli esploratori che, partendo dal “garage”, sono riusciti a proporre soluzioni di successo, diventando in pochissimi anni grandi capitalisti e “padroni della rete”. Però, nella transizione digitale, le energie individuali che emergono sono anche quelle degli user, ossia di tutti coloro che usano le piattaforme digitali per avere informazioni, tessere relazioni, offrire o acquistare on demand, portare avanti idee di business, interagire con altri nella messa a punto di progetti condivisi, creare e propagare significati. E, alla fine, generare valore nella rete, come frutto delle tante iniziative nascenti dal basso.

L’individualismo, dunque, non è tutto. In effetti, nelle reti digitali stanno anche prendendo forma legami sociali di condivisione delle risorse, delle conoscenze e dei problemi da affrontare. La relazione on line non si limita, in effetti, a mettere in contatto persone o imprese che restano chiuse nel loro isolamento, come parti di sistemi o ecologie circoscritte. Ma è una relazione che consente alle persone di creare significati, progetti, e percorsi di realizzazione condivisi, coinvolgendo nel legame sociale così creato gruppi più o meno grandi di partecipanti. Non per niente i cosiddetti “social” (come Facebook, Twitter, Whatsapp, LinkedIn e altri) sono al centro delle comunicazioni e interazioni in rete, dando luogo a gruppi più o meno coesi di persone che hanno qualche interesse in comune.

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Tutte le immagini del numero 10 della rivista Impresa Sociale sono state realizzate da Dale Crosby Close

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