UniCredit Foundation: valore economico del terzo settore
0 commenti 24 aprile 2012

E’ stato presentato ieri a Milano il rapporto “Ricerca sul valore economico del Terzo Settore in Italia 2012”, realizzato da UniCredit Foundation e l’istituto di ricerca Ipsos.

La ricerca, nelle parole del presidente di UniCredit Foundation Maurizio Carrara, “in un momento di profondi cambiamenti economici, sociali e culturali in atto, fornisce una fotografia per capire se e dove sia utile ri-orientare l’iniziativa del Terzo Settore, a fronte dell’emergere di nuovi bisogni o dall’ampliarsi di problematiche già in parte presidiate”.

Il settore conta 235 mila organizzazioni non profit (pari al 5,4 % di tutte le unità istituzionali), con circa 488 mila lavoratori (pari al 2,5 % del totale degli addetti) e circa 4 milioni di volontari. Da un punto di vista economico, ha un giro d’affari di circa 67 miliardi di euro, superiore a quello dell’intero settore moda made in Italy, e pari al 4,3 % del Pil, in deciso aumento rispetto ai dati Istat del 2001 (3,3 % del Pil). Sono state intervistate 2104 organizzazioni operanti nel settore non profit, secondo questa distribuzione: 39% organizzazioni di volontariato, 16 % associazioni di promozione sociale, 19% cooperative e imprese sociali, e a seguire fondazioni, comitati, enti ecclesiastici, etc.

L’indagine evidenzia squilibri sia nella presenza territoriale delle tipologie con cui sono state sintetizzate le funzioni degli enti (advocacy, produttive e erogative), sia nel diverso peso complessivo delle funzioni stesse. La maggior parte degli enti intervistati opera prevalentemente in regioni del Nord, con una sostanziale omogeneità tra i diversi cluster funzionali individuati. Spicca la presenza delle istituzioni produttive al Sud, con una quota pari al 39% del totale, a fronte di un valore medio del 27,8%.

La ricerca è disponibile richiedendola al sito di UniCredit Foundation.

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