L’energia sociale dà valore agli scarti
2 commenti 26 novembre 2015

Terzo Settore alla sfida dell’upcycling

di Andrea Vecci (Valori | novembre 2015)

Riparare, riutilizzare, riciclare: tre verbi che non appartengono ai modelli industriali consumer e che estendono l’attenzione e le competenze produttive al life cycle assessment cioè a quel complesso di relazioni generate dentro e fuori dal processo produttivo. Per approcciare all’upcycling (il processo di riciclo tramite il quale i nuovi prodotti hanno valore economico maggiore rispetto ai componenti originali) occorre integrare tutti i fattori funzionali, simbolici, culturali, tecnici di un sistema produttivo e programmare i flussi di materia ed energia che scorrono da un sistema industriale ad un altro, in un circolo continuo che diminuisce l’impronta ecologica, genera un notevole flusso economico e promuove l’integrazione sociale.

Tra i primi ad associare il tema del riciclaggio e della solidarietà c’è Mani Tese che negli anni ‘90 apre una decina di punti raccolta e vendita di oggetti usati per promuovere uno stile di vita quotidiano più sobrio e sostenibile. Una delle cooperative di Mani Tese, la fiorentina Riciclaggio e Solidarietà, fonda una piattaforma locale con le cooperative Atelier e Flo, un concept store etico. Oggi la cooperativa Atelier di Firenze produce borse realizzate con tele pubblicitarie riciclate e gestisce un laboratorio di sartoria in Linguaggio dei Segni per i non udenti. A Sesto Fiorentino la cooperativa Sociale In Rete ha attivato il laboratorio AltreMani divenuto un marchio di prodotti di legatoria e cartotecnica, complementi di arredo e oggettistica partendo da materiali di scarto.

Negli ultimi anni si osserva il passaggio dalle pratiche isolate ad un vero e proprio distretto del riuso all’interno del quale le imprese sociali governano il ciclo della raccolta e della rigenerazione a favore di diversi soggetti: amministrazioni locali, municipalizzate, organizzazioni di cittadini, designer, altre imprese sociali e organizzazioni di terzo settore. E’ il caso di Erica cooperativa sociale di Alba impegnata da diversi anni nell’educazione e nelle ricerca di nuove politiche pubbliche e aziendali per ridurre i rifiuti e ottimizzare i processi di upcycling, in particolare il compostaggio collettivo automatico.

In Trentino si punta tutto sul nuovo Distretto Industriale Solidale del Contoterzismo in cui il consorzio Con.Solida e la cooperativa A.L.P.I. sono impegnate nel far riconoscere alla cooperazione sociale una deroga nel trattamento di alcuni materiali di scarto prima che diventino rifiuti e quindi non più utilizzabili. Re.Do Upcycling è una prima esperienza che rigenera striscioni pubblicitari e ausili sanitari vendendoli in spacci e negozi tra Trento, Rovereto e Bressanone.

Come per gli esempi toscani anche in Trentino le imprese sociali lavorano a stretto legame con i designer per migliorare le competenze gestionali e di mercato tipiche dei brand. WiaNui (come nuovo) è la cooperativa di Bressanone che produce e vende accessori decorativi ad alto contenuto di design in una vera e propria boutique dell’upcycling. Akrat Recycling di Bolzano mette in vendita nel suo negozio mobili, vestiti e accessori composti da materiali di riciclo prestando particolare attenzione al design. Ecosphera a Forlì e Il Giardinone a Locate Triulzi stanno sperimentando l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati attraverso l’upcycling della filiera alimentare: il riutilizzo di fondi del caffè per la produzione di funghi commestibili e di substrato per la coltivazione ortofrutticola. A Vicenza la cooperativa sociale Insieme tratta una vasta gamma di prodotti riciclati con una particolare attenzione al restauro. Corner è un negozio specializzato nella realizzazione e nella rigenerazione di cornici, telai e parquet della coop sociale I Piosi di Sommacampagna. A Milano Arimo ha aperto Co-Wooding, una falegnameria partecipata, che integra l’arte del legno con la filosofia della rigenerazione sia della materia prima che delle persone fragili attraverso percorsi formativi ed educativi. Le cooperative trentine CS4, Aurora e Ge@ Trentina Servizi, hanno avviato iniziative di riuso condiviso, RiCó, uno spazio a disposizione di tutti i lavoratori delle tre realtà.

Riciclo e riuso rappresentano un importante campo di intervento per un numero sempre più consistente di cooperative e imprese sociali che riconoscono nella sostenibilità ambientale non solo un limite, ma un’opportunità di crescita e che possono essere tra i primi attori economici capaci di includere anche le sfide sociali accanto a quelle ambientali.

vecci

commenti
27/11/2015 11:36 Andrea Vecci
Per motivi di spazio di impaginazione mi sono accorto che è stato tagliato dall'articolo un importante caso piemontese che riporto qui: "Triciclo di Torino con i suoi mercati dell'usato e i Laboratori del Riuso di ciclistica, falegnameria, elettronica e abbigliamento è un presidio storico per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e l’avvio di percorsi formativi per giovani in difficoltà."
27/11/2015 13:50 Silvia Rensi
Grazie della segnalazione! E un saluto agli amici di Triciclo http://www.triciclo.com/gestione-rifiuti.html/