Fondazioni: quale governance per un maggiore impatto?
0 commenti 25 ottobre 2017

In uno scenario di crescente domanda di interventi sociali, le fondazioni private si collocano al centro dell’offerta di progettualità sociale, anche complessa, qualificandosi come un attore sempre più importante nel dinamico e mutevole sistema di welfare state privato.

Sul tema la rivista Impresa Sociale ha recentemente pubblicato il saggio “Governance e filantropia strategica nelle Fondazioni: la via italiana tra determinismo e solidarismo” a cura di Giacomo Boesso e Fabrizio Cerbioni del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi di Padova. Il contributo si concentra sulla governance e performance delle fondazioni di origine bancaria italiane, sostenendo la tesi che esse rivestono un ruolo fondamentale di innesco e motore di attività sociali, sussidiarie ed integrative rispetto all’azione pubblica, e individuando nella qualità e nell’articolazione dell’azione degli organi di governo le principali discriminanti per garantire il successo delle loro iniziative.

Il saggio approfondisce i risultati della seconda indagine sulla governance delle fondazioni di origine bancaria – promossa dall’Università di Padova, ACRI  e Assifero – che coinvolto, nei mesi di aprile-giugno 2016, i membri degli organi di governo ed almeno un membro dello staff operativo di 35 fondazioni italiane, al fine di comprendere quali processi di governance siano valutati come più utili e soddisfacenti: in sostanza, “Quale governo per un maggiore impatto sociale?”.

I risultati confermano una sostanziale adozione di modelli d’intervento supportati da attività di governance deterministiche (pianificare e controllare) ma anche da importanti elementi solidaristici (incentivare e supportare) tipici della tradizione filantropica Italiana. Si delinea, pertanto, un modello di filantropia nazionale con marcati elementi di originalità che pare in grado di creare valore sociale qualora implementato da soggetti di governo consapevoli del ruolo che sono chiamati ad interpretare per essere concretamente agenti di cambiamento sociale.

Buona lettura!

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