Le imprese coesive per una nuova produzione del valore
0 commenti 10 luglio 2016

Si è conclusa ieri una cinque giorni di eventi organizzata da Fondazione Symbola in territorio marchigiano – Festival della Soft Economy 2016 e Seminario Estivo “Accadde domani. Dai talenti dell’Italia le sfide del futuro” – in occasione del quale è stato presentato il nuovo Rapporto “Coesione è Competizione. Nuove geografie della produzione del valore in Italia”, realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Consorzio Aaster e Aiccon.

 

Imprese coesive

Il rapporto coglie e rappresenta i driver strategici della competitività italiana, che si collocano su lunghezze d’onda che gli indicatori economici più diffusi non percepiscono; è incentrato sull’analisi delle imprese coesive, ossia quelle imprese fortemente legate a comunità di appartenenza e territorio in cui operano, che investono nel benessere economico e sociale, nelle competenze e cura dei propri lavoratori, nella sostenibilità, nella qualità e bellezza, radicate nella filiera territoriale e tese a soddisfare le esigenze di fornitori, clienti e stakeholder in generale, che hanno relazioni con il nonprofit e le istituzioni territoriali.

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La rete delle relazioni delle imprese coesive
Fonte: Symbola, Unioncamere (2016), “Coesione è Competizione”.

 

I risultati in breve

Dai dati del Rapporto 2016 emerge che le imprese coesive italiane hanno registrato nel 2015 aumenti del fatturato nel 47% dei casimentre fra le imprese “non coesive” tale quota si è ferma al 38%. Dimostrando una migliore dinamicità anche sul fronte dell’occupazione: il 10% delle imprese coesive ha dichiarato assunzioni nel 2015, contro il 6% delle altre. Idem dicasi per le esportazioni: le imprese coesive hanno ordinativi esteri in aumento nel 50% dei casi, a fronte del 39% delle non coesive, e sono maggiormente presenti sui mercati internazionali (il 76% di esse sono esportatrici contro il 68% delle non coesive). Sempre le realtà attente alla coesione sono quelle che hanno nel DNA una considerazione maggiore di valori come l’ambiente (investono infatti in prodotti e tecnologie green il 53% delle imprese coesive contro il 38% delle non coesive), la creazione di occupazione e di benessere economico e sociale, gli investimenti in qualità (l’81% delle imprese coesive ha fatto social investment nel 2015 contro il 76% delle altre).

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Fonte: Symbola, Unioncamere (2016), “Coesione è Competizione”.

 

Nuove geografie della produzione di valore

Stanno emergendo, soprattutto sul fronte imprenditoriale, una molteplicità di nuove forme di attività, che si collocano nella «terra di mezzo» fra for profit e non profit, con l’esplicito obiettivo di produrre valore ricombinando in modo continuativo, sostenibile ed efficace la dimensione economica con quella sociale.

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Gli attori della produzione del valore
Fonte: Symbola, Unioncamere (2016), “Coesione è Competizione”.

 

Territori coesivi

Come le imprese anche i territori possono essere coesivi, cioè caratterizzati dalla presenza di legami e relazioni solide e profonde tra le loro diverse componenti: comunità, imprese, istituzioni, soggetti più deboliLe Regioni più coesive, quelle con una maggiore attenzione al lavoro e alla legalità, con maggiore presenza del non profit e maggiore livello di relazionalità delle imprese, sono in ordine Trentino Alto Adige (137,4 sulla media dell’Italia uguale a 100), Lombardia (114,5), Veneto (113,5), Toscana (109,4), Friuli Venezia Giulia (108,5). Territori in cui la coesione sociale è superiore al livello medio nazionale, così come sono maggiori della media nazionale il livello di raccolta differenziata, la propensione al voto e l’integrazione socio-economica degli stranieri. Le regioni più coesive sono anche quelle in cui la ricchezza misurata in Pil procapite e reddito disponibile delle famiglie è maggiore e meglio distribuita.

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Graduatoria regionale secondo l’indice di coesione sociale, suddiviso nelle sue componenti, anno 2014.
Fonte: Symbola, Unioncamere (2016), “Coesione è Competizione”.

Le imprese che vivono in questi territori “hanno capito” che la coesione “conviene”, che il fatturato dipende sempre più anche da fattori non strettamente economici, come il rispetto dell’ambiente, i diritti dei lavoratori, la valorizzazione delle risorse umane, il sostegno alle comunità, le dinamiche partecipate, la promozione culturale e dei territori. 

 

Rapporto “Coesione è Competizione”

Slide di presentazione

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