Startup sociali
0 commenti 13 Aprile 2012

L’enfasi sulle startup tecnologiche sta raggiungendo l’apice anche in Italia. La creazione d’impresa è ormai una moda che coincide quasi completamente con progetti, iniziative e finanziamenti che convergono in uno spazio ampio ma comunque ben definito: social media e altre risorse web-based soprattutto. Come si colloca l’impresa sociale in questo processo? Mancano ricerche e progetti di intervento a riguardo, ma a una prima sommaria analisi si possono individuare tre percorsi di approfondimento. Il primo riguarda la possibilità di sviluppare tecnologie dell’informazione e della comunicazione che rispondano a fabbisogni di sviluppo delle imprese sociali. La carovana dell’innovazione “Fai un salto” promossa da alcuni soci della rete Iris rappresenta, da questo punto di vista, una prima risposta che speriamo possa arrivare a compimento in occasione della prossima edizione del Workshop sull’impresa sociale. Il secondo approfondimento riguarda invece la possibilità che l’impresa sociale possa entrare a far parte del “carnet” di modelli giuridico organizzativi adottabili dalle startup tecnologiche. Se creatività e innovazione abbondano sul versante dei prodotti e dei servizi, lo stesso non si può dire guardando ai modelli d’impresa che invece risultano piuttosto standard, nonstante vi sia in molti progetti una dimensione “social” neanche troppo latente. Il “social startup weekend” di Napoli potrebbe rappresentare, in tal senso, un’occasione interessante per approfondire il tema delle forme organizzative, enfatizzando ad esempio il carattere collettivo delle startup riferito sia al gruppo promotore dell’impresa che alla più ampia comunità degli utilizzatori, i quali spesso, nella migliore tradizione delle ICT sociali, intervengono attivamente nei processi produttivi (ad esempio “custumizzando” i prodotti). Il terzo e ultimo approfondimento guarda alle strutture attraverso le quali si incubano, anzi meglio accelerano, le startup. Il fiorire di iniziative a riguardo interroga le imprese sociali perché molte di esse, in epoca non sospetta, hanno svolto una funzione simile, ad esempio attrrezzando le loro reti consortili al fine di incubare nuove imprese sociali, spesso attraverso processi di spin-off. Oggi il quadro è diverso e la crisi sembra spingere molte imprese sociali nella direzione opposta: aggregazioni e fusioni piuttosto che nascita di nuove imprese. Ma sarebbe paradossale rinunciare ad un know-how distintivo e di lungo corso proprio ora. Anche perché dalla creazione d’impresa spesso passa l’innovazione.

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