Metriche curative per il deficit culturale
0 commenti 18 Ottobre 2012

Le disposizioni contenute nella proposta di legge di stabilità del governo nazionale stanno suscitando, come era prevedibile, molte reazioni anche nel campo dell’imprenditoria sociale, in particolare a causa del previsto aumento dal 4% al 10% dell’Iva per i servizi sociali, socioassistenziali ed educativi erogati dalla cooperative sociali di tipo A. La maggior parte dei commenti evidenzia che questa ed altre previsioni sulle detrazioni fiscali per servizi di welfare rappresentano un ulteriore aggravio di costi per i cittadini e per le Pubbliche Amministrazioni – locali soprattutto – che acquistano beni e servizi da queste imprese. In altri casi si sottolinea il fatto che lo Stato e le sue articolazioni territoriali rappresentano il principale debitore di imprese sociali e di altre aziende di servizi, complicando così ulteriormente il quadro critico in cui queste organizzazioni si trovano ad operare. E infine vi sono prese di posizione che evidenziano come queste disposizioni siano figlie di una cultura di governo che non riconosce il valore generato dall’economia sociale nelle sue diverse forme e articolazioni.

Se si prende per buona questa ultima valutazione – anche rispetto a componenti della compagine governativa che sono espressione di questo settore o che lo dovrebbero ben conoscere – allora è necessario proseguire nell’opera paziente, ed evidentemente ancora non sufficiente, volta ad approfondire le diverse modalità di creazione di valore. Un percorso che deve arricchirsi di dati che riguardano i classici parametri economici e occupazionali ma soprattutto di riscontri sull’impatto sociale di queste iniziative. Un fronte, quest’ultimo, ricco di studi e di analisi che è necessario rafforzare e rendere di patrimonio comune. L’Europa, da questo punto di vista, può rappresentare un’interessante opportunità in quanto mette proprio l’impatto sociale al centro delle sue politiche per l’imprenditoria sociale.

Un repertorio di metriche sull’impatto dell’imprenditoria sociale da mettere a disposizione dei policy makers e degli addetti ai lavori. Potrebbe essere questo il contributo di una rete di ricerca come Iris Network, raccogliendo studi e ricerche prodotti negli ultimi anni. L’obiettivo è di conoscere meglio queste misure, capirne pregi e difetti, e soprattutto fare in modo che diventino standard a livello nazionale ed europeo. Altrimenti la cultura che ha prodotto l’aumento dell’Iva continuerà a perdurare.

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