Pillar of Social Rights
0 commenti 1 luglio 2016

Nel mese di marzo la Commissione Europea ha presentato una prima stesura del “Pillar of Social Right” (Pilastro europeo dei diritti sociali), preannunciato dal Presidente Juncker lo scorso settembre, avviando una consultazione pubblica online che mira a valutare l’appropriatezza dell’attuale “acquis sociale”, ossia il corpus di norme sociali al momento vigenti nell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea, a fronte delle profonde conseguenze sociali provocate dalla crisi economica: aumento significativo dei livelli di povertà, esclusione sociale, disparità, elevata disoccupazione etc.

Con termine previsto al 31 dicembre 2016, alla consultazione possono aderire attivamente tutte le istituzioni europee, i governi nazionali, le parti sociali, le organizzazioni nonprofit, i prestatori di servizi sociali, la società civile ed esperti del mondo accademico, per contribuire a completare ciò che è stato definito nella prima stesura.

I settori d’intervento possono essere riassunti in tre principali categorie:

  • pari opportunità e accesso al mercato del lavoro: sviluppo delle competenze lavorative, sostegno attivo all’occupazione per aumentare le opportunità di trovare lavoro, agevolare la transizione tra status differenti e migliorare l’occupabilità individuale;
  • eque condizioni di lavoro ed equilibrio tra diritti ed obblighi dei lavoratori e dei datori di lavoro, come pure tra flessibilità e sicurezza, per agevolare la creazione di posti di lavoro, le assunzioni e l’adattabilità delle imprese e promuovere il dialogo sociale;
  • protezione sociale adeguata e sostenibile ed accesso a servizi essenziali di elevata qualità, comprese l’assistenza sanitaria e l’assistenza a lungo termine, per garantire una vita dignitosa e la protezione contro i rischi e per consentire alle persone di partecipare pienamente al mondo del lavoro e più in generale alla società.

A conclusione della consultazione la Commissione dovrebbe presentare la versione definita del “Pillar of Social Right” nella primavera del 2017, che consisterà in un insieme di linee guida europee a cui gli Stati membri dovranno adattarsi, implementando similmente politiche di protezione sociale volte a garantire assistenza a tutte le nuove categorie a rischio.

Una volta adottato, il pilastro diventerà un vero e proprio quadro di riferimento per vagliare la situazione occupazionale e sociale degli Stati membri e guiderà il processo di riforma a livello nazionale, così da orientare le politiche per un miglior funzionamento dei mercati e dei sistemi di protezione sociale negli stati membri.

Le stesse imprese sociali saranno chiamate a realizzare un nuovo modello di welfare europeo che avrà ripercussioni significative non solo da un punto di vista giuridico, ma anche economico, culturale ed istituzionale per l’intera area comunitaria.

Considerate le aree d’intervento prese in esame dalla Commissione ed esplicitate nel form di consultazione (quali, ad esempio, educazione, buona occupazione, salute, servizi sociali, disabilità, infanzia housing etc.), il terzo settore ha infatti l’opportunità di qualificarsi come soggetto attivo nel concretizzare le linee guida, mettendo a disposizione le proprie capacità di generare impatto sociale ed economico e sviluppando modelli imprenditoriali innovativi.

Anche dalla recente indagine della Commissione Europea “A map of social enterprises and their eco-systems in Europe” (commentata sulla Rivista Impresa Sociale), la realtà riportata è quella di un ecosistema recettivo, capace di cambiare forma velocemente senza pregiudicare la qualità dei servizi offerti, che però si muove all’interno di un quadro normativo europeo ancora poco definito e che quindi non ne promuove efficacemente le qualità. Il “Pillar of Social Right” potrebbe chiamare le imprese sociali ad una ancora più significativa presenza e ad un lavoro maggiore, ma questo non può che portare il settore ad intraprendere un ruolo ancor più rilevante, per garantire a tutti i cittadini quei diritti sociali che oggi gli sono prevaricati.

Il tema è quanto mai attuale e rilevante nell’instabilità degli odierni scenari socio-economici, considerata anche l’attuale incertezza dell’Unione per la recente uscita dalla comunità da parte dell’Inghilterra (#Brexit).

Il Workshop sull’impresa sociale di Iris Network, in particolare, dedica la sua XIV edizione (“Equità e sostenibilità in uno scenario diseguale“, 15-16 settembre 2016) all’approfondimento dei fattori di disuguaglianza che caratterizzano le società post crisi; elementi che sfidano le imprese sociali a declinare in modo nuovo quei principi di equità e sostenibilità che sono alla base del loro modello economico. Nel mese di settembre la consultazione per la stesura “Pillar of Social Right” sarà ancora aperta; auspichiamo che la stessa comunità del Workshop potrà esprimersi in merito e, perché no, fornire una proposta condivisa in risposta alla consultazione.

Buon lavoro!

Alessandra Mariani

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