Solo dalle partnership la spinta per la ripresa
1 commento 30 Agosto 2010

Articolo a cura di Elio Silva pubblicato lunedì 30 agosto 2010 sul Sole 24 Ore

Anche l’impresa sociale, come l’intero sistema economico, arranca sotto i colpi della crisi e, alle soglie dell’autunno, oscilla fra timidi cenni di ripresa e persistenti segnali di difficoltà. Un inequivocabile indicatore di navigazione a vista arriva dalla quarta edizione dell’osservatorio Isnet, rapporto curato dall’omonima associazione, in rete con oltre 900 imprese sociali operanti su tutto il territorio nazionale, e realizzato con il supporto scientifico di Aiccon, centro studi per la diffusione della cultura no profit promosso da università di Bologna, movimento cooperativo e organizzazioni del Terzo settore. L’edizione 2010 della ricerca, della quale Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare i risultati più significativi, sarà presentata il 16 settembre prossimo in occasione del workshop nazionale sull’impresa sociale organizzato da Iris Network a Riva del Garda, in provincia di Trento.
In linea generale, il sentiment degli operatori segnala un lieve miglioramento rispetto ai dati del 2009: le imprese che si attendono una crescita passano dal 34,3% al 35,3%, quelle che si dichiarano in difficoltà calano dal 26,5% al 23,3 per cento. Un’analisi più mirata rivela, però, che ben il 40% delle organizzazioni che, nello scorso anno, erano già in crisi confermano l’outlook negativo, mentre solo il 26% intravvede un miglioramento. In particolare, si mostrano in sofferenza le cooperative sociali di tipo B, finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, e le realtà localizzate al Sud.
Viceversa, si rafforza la correlazione positiva tra andamento economico e capacità di stabilire relazioni con i diversi stakeholders (aziende for profit, fondazioni o altre imprese sociali), tanto che ben il 42,5% delle organizzazioni che hanno incrementato i rapporti e le collaborazioni dichiara aspettative di crescita.
«Le imprese sociali, ovviamente, risentono dell’andamento economico complessivo», spiega Paolo Venturi, direttore di Aiccon. «Proprio in uno scenario come l’attuale, tuttavia, si conferma decisiva la capacità di dare vita a nuove alleanze: l’avvio di partnership con soggetti pubblici e privati può rappresentare la carta vincente».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Laura Bongiovanni, presidente di Isnet: «I dati dell’Osservatorio confermano l’esistenza di una forte correlazione diretta tra capacità relazionale e performance complessiva delle no profit. Sul versante dell’innovazione, inoltre, sono aumentati gli interventi di miglioramento dei processi e dell’organizzazione interna come arma per fronteggiare le criticità».
Nonostante l’appesantirsi delle incognite, insomma, l’opinione degli addetti ai lavori sulle prospettive dell’impresa sociale resta improntata a un cauto ottimismo, anche se l’assenza di qualsiasi forma di incentivo frena il decollo della nuova forma giuridica. Per Flaviano Zandonai, segretario di Iris Network, rete nazionale degli istituti di ricerca sull’impresa sociale, la formula «conferma la propria vocazione a un ruolo da protagonista per uno sviluppo che riesca a coniugare risultati economici e benessere sociale». Per capire davvero come sarà il futuro, però, secondo Venturi «sarà interessante soprattutto monitorare come evolveranno le collaborazioni con la pubblica amministrazione, che rimangono a tutt’oggi preponderanti sul totale delle attività».

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E’ ancora possibile iscriversi al workshop sull’impresa sociale >> tutte le info nella sezione IRIS FILES

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